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Si apprende dalla pubblicazione del bollettino ufficiale della Regione Veneto quali sono gli interventi che Arpav dovrà fare per controllare le oltre 600 aziende che usano circa 200 tonnellate all'anno di PFAS nell'area del vicentino.

Si legge che "Il piano di controllo ufficiale" viene attuato “In riferimento alle metodologie proposte nei Progetti REACH en-Force (REF) e Progetti pilota adottati dal Forum dell’ECHA, i controlli in materia di REACH e CLP del PRC 2018”.

Il decreto regionale è del 26 giugno, lo stesso giorno in cui ECHA, richiamata da questo documento della Regione, ha pubblicato il report in cui illustra le centinaia di tonnellate di PFOA e precursori del PFOA che vengono utilizzati in Veneto.

Il piano disposto dalla Regione prevede che sulle centinaia di aziende da indagare che usano queste sostanze, come era stato disposto un anno e mezzo fa anche dal Tribunale Superiore della acque pubbliche, vengano svolti 4 (quattro!) controlli su concerie (2), galvaniche (1) e serigrafie (1).

Il piano inoltre non indica alcun metodo di controllo sui precursori del PFOA nonostante lo stesso organismo europeo li abbia indicati come una delle principali fonti di contaminazione. Miteni non ha mai prodotto queste sostanze e ha avuto in 18 mesi 108 controlli da parte di Arpav.

Link alla pagina del BUR, in fondo l'allegato con il piano di controllo e la tabella delle ispezioni previste.
https://bur.regione.veneto.it/BurvServices/pubblica/DettaglioDgr.aspx?id=373002

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