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Comunicati stampa

 

Niente Pfas nei fanghi Miteni

I fanghi di Miteni non contengono Pfas e peraltro ad oggi non vengono nemmeno più inviati alle discariche ma bruciati. Quindi non ci può essere alcuna relazione tra la presenza di fanghi con i Pfas in discariche o altrove e Miteni ma è ancora una volta la dimostrazione che le fonti inquinanti sono molteplici. Le analisi dei fanghi realizzate da soggetti terzi e certificate sono qui di seguito allegate.

Miteni, pur non avendo perfluoroalchilici nei fanghi a dimostrazione dell’efficienza dei propri processi di filtraggio, ha addirittura interrotto l’invio in discarica anche se sono privi di Pfas. Pertanto le notizie che raccontano della presenza di Pfas nei fanghi sono l’ennesima dimostrazione che vi sono processi di lavorazione che utilizzano queste sostanze e che le hanno sempre utilizzate, notizie rispetto alle quali Miteni è in modo evidente e documentato completamente estranea.

Alleghiamo inoltre il comunicato stampa del Comune di Sommacampagna del 28/12/2017 che conferma che i fanghi che Miteni conferì nel 2014 non contenevano Pfas  e critica l’avventatezza di chi ha fatto l’articolo non verificando le fonti come sarebbe stato suo dovere. Si legge inoltre nel comunicato: "Il problema che ha colpito i territori dell'est veronese e del vicentino deriva invece dalla presenza di queste sostanze [i Pfas] nella rete distributiva dell'acqua dovuto, probabilmente, allo smaltimento abusivo di tali composti". Presenza che dimostra l'utilizzo di Pfas da parte di industrie che eludono i controlli da decenni sia nelle acque di falda sia nei rifiuti.
Le attività di Miteni Spa sono trasparenti; negli ultimi due anni l'azienda è stata sottoposta a oltre 200 controlli, nulla non è stato dichiarato. Se queste risorse venissero investite anche per vedere quello che accade sul territorio, il problema Pfas sarebbe di certo conosciuto e affrontato meglio.
Forse c'è interesse che si parli solo di Miteni?

 

 

 

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Risposta di Miteni al comunicato Greenpeace

In risposta alle affermazioni contenute nel comunicato odierno di Greenpeace Miteni fa notare quanto segue:
La zona da bonificare in Miteni non solo è già stata identificata ma la bonifica è anche già partita da tempo. La bonifica delle acque è in corso da quattro anni e sono state asportate 300 tonnellate di terreno nella zona in cui vi era la contaminazione dei rifiuti seppelliti negli anni Settanta. A ciò si aggiunge l'importante lavoro fatto per isolare la falda sottostante lo stabilimento che ha portato risultati superiori al 99%. Non si capisce dunque come si possa chiedere oggi "l'avvio di operazioni di bonifica" già in corso da tempo con importanti risultati già conseguiti e documentati dagli enti.

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Miteninforma, dialogo con i cittadini anche attraverso i canali social

Miteni dopo aver aperto il sito informativo dedicato ai Pfas, Miteninforma.it, apre ufficialmente i suoi nuovi canali di comunicazione social. L’obiettivo è quello di stimolare e agevolare il confronto diretto con i cittadini che vogliono approfondire queste tematiche.

I canali Miteninforma attivi sui social sono su Facebook, Twitter e Youtube. L’iniziativa voluta dall’amministratore delegato Antonio Nardone vuole contribuire a una comunicazione chiara e pubblica, disponibile a tutti, aperta al confronto e alla verifica delle informazioni. “Sappiamo molto sui Pfas e vogliamo condividerlo - dice Antonio Nardone - Siamo convinti che la trasparenza e il dialogo siano la strada maestra per conoscere il problema e far sapere cosa ha fatto e sta facendo Miteni e quello che conosciamo su queste molecole, a beneficio di tutta la comunità”.

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Completato il barrieramento della falda sotto la Miteni

Miteni nuovi pozzi barrieramento falda

È stato completato il 17 novembre il barrieramento della falda sottostante Miteni con l'ultimazione di sette nuovi pozzi di aspirazione e depurazione a profondità variabili. La falda è già intercettata dalle barriere per oltre il 99%. Questi sette ulteriori pozzi hanno lo scopo di intercettare la piccola porzione di acqua rimanente e di depurarla prima delle reimmissione. Le pompe sono poste a Ovest del punto in cui sono stati trovati i rifiuti interrati e rimossi dall'argine del torrente Poscola, l'unica origine primaria di inquinamento, risalente agli anni Settanta.

Durante i lavori di scavo, anche in questo caso, non è stato trovato alcun rifiuto e il materiale estratto è stato messo a disposizione degli Enti per le analisi. La profondità variabile dei pozzi serve a intercettare la falda sia quando è bassa sia quando è alta. Con questi pozzi si prevede di concludere il completo isolamento della falda e dei terreni dello stabilimento Miteni rispetto all'ambiente circostante, isolando di fatto l'area durante le bonifiche in corso.

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