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Sul sito della Regione Veneto è stato pubblicato in data odierna un comunicato stampa, ripreso dalle principali agenzie giornalistiche italiane, dedicato alla grande efficienza del Registro Tumori Veneto, divenuto il più grande in Italia e che è riuscito a censire e studiare il 96% dell'intera popolazione regionale contro una media nazionale ferma al 62%. 

I dati che certificano questo primato sono stati presentati martedì 7 novembre nella sede della Giunta regionale a Venezia, alla presenza dell'Assessore alla Sanità Luca Coletto, del Direttore Generale della Sanità veneta Domenico Mantoan, del Coordinatore del Registro Tumori del Veneto Massimo Rugge dell'Università di Padova, della Presidente dell'Associazione Italiana Registri Tumori - AIRTUM Lucia Mangone, del team di lavoro del professor Rugge e di alcuni direttori generali della sanità veneta. Luca Coletto, Assessore alla Sanità , ha dichiarato quanto segue:

''In una Regione dove per scelta non esiste un tetto alla spesa oncologica, e lo dico con orgoglio - ha sottolineato Coletto - non poteva mancare, tra le varie eccellenze in oncologia, come lo Iov e la Rete Oncologica Veneta, un Registro Tumori efficiente, capace di essere supporto scientifico fondamentale per la clinica, per la cura, per le situazioni impreviste come fu nel caso dei Pfas, quando proprio uno studio del Registro permise di smentire i 'professionisti del fake' escludendo una maggiore incidenza dei tumori nell'area inquinata, è fondamentale. La perfezione non è di questo mondo - ha concluso Coletto - ma la macchina anti tumore complessiva nel Veneto è ora ai massimi livelli, non solo nazionali. Rugge e il suo staff, in soli due anni, hanno fatto un lavoro immenso, del quale siamo loro grati''.  

Fu quindi uno studio del Registro regionale a dimostrare già a luglio 2016 che era da escludersi una maggiore incidenza tumorale nell'area interessata dall'inquinamento Pfas.