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L'amministratore delegato di Miteni ha convocato la stampa lo scorso 16 giugno per dire che "di quegli studi fatti sui terreni prima dell’ingresso dell’attuale proprietà, né io, né la proprietà né i manager che lavorano in questa azienda ne sapevamo nulla".

Nardone ha spiegato le attività svolte nella ricerca di inquinanti all'interno e all'esterno dello stabilimento insieme ad Arpav, con oltre 70 prelievi fino a 30 metri di profondità, ben di più di più quello raccomandato dagli stessi Noe. Nel contempo ha garantito la massima disponibilità ad ogni ulteriore accertamento.

L'Amministratore ha poi ricordato che "nel 2013 quando abbiamo fatto i rilevamenti nello stabilimento per ottenere la rigorosa certificazione ambientale, che abbiamo ottenuto, abbiamo rilevato la presenza di alcuni inquinanti non tabellati, cioè non soggetti ad essere denunciati agli enti. Li abbiamo denunciati lo stesso, abbiamo informato le autorità, ecco la lettera. Ed è da lì che è partita l’indagine del CNR e poi gli approfondimenti dell’istituto superiore di sanità e tutto quello che stiamo vivendo oggi. La denuncia della presenza dei Pfas l’abbiamo fatta noi senza esservi obbligati. E siamo partiti subito con le bonifiche prima ancora che ci venisse chiesto. Questi sono i fatti". 

Qui si trova l'intervento dell'amministratore delegato Antonio Nardone all'incontro con i giornalisti.