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Notizie

 

Sportvicenza.it dedica un articolo al tema pfas in Veneto

Riportiamo l'articolo di Sportvicenza.it, dove vengono affrontate in maniera ampia e articolata alcune dinamiche importanti della questione Pfas in Veneto. Viene  posta l'attenzione sui numerosi utilizzatori di pfas presenti sul territorio, che acquistano all'estero i composti chimici a catena lunga che Miteni non produce più da anni, si spiega quanto definito dal Tribunale superiore delle Acque pubbliche e vengono diffuse le attuali informazioni accertate in materia sanitaria.

Qui il link all'articolo.

 

Riguardo alla materia sanitaria citata, riportiamo alcuni link alle ricerche e ai dati citati nell'articolo:

 

1) Sito di Arpav dove è possibile reperire le analisi dell'acqua negli istituti scolastici del territorio: clicca qui.

2) Studio a cura di “Department of Epidemiology, West Virginia University “– Agosto 2016

“OBIETTIVI: Le sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) sono idrocarburi sintetici indicati per preservare la vitalità delle cellule delle isole pancreatiche e ridurre l'ipossia e l'apoptosi delle cellule delle isole. Abbiamo studiato il rapporto tra componente PFAS e diabete e se questo variava a seconda del tipo di diabete.

RISULTATI: I livelli di PFAS erano significativamente più bassi in quelli con diabete e più bassi in quelli con diabete di tipo 1.
CONCLUSIONI: I livelli di PFAS sono negativamente associati al diabete. Questa relazione inversa è stata più evidente per il diabete di tipo 1, suggerendo che la relazione con la PFAS sierica può variare con la gravità della carenza delle cellule insulari.

Per leggere l'abstract della ricerca  clicca qui.

 

3) Studio a cura di “Department of Public Health Sciences, School of Public Health, University of Alberta, Edmonton, Alberta, Canada” – Maggio 2011

OBIETTIVI: “Acidi perfluorurati e ipotiroxinemia in gravidanza. Relazioni."
RISULTATI: Gli acidi perfluorurati (PFA) sono contaminanti prominenti e diffusi di sangue umano. Negli studi su animali vi sono prove che suggeriscono che alcuni PFA possono interferire con l'omeostasi dell'ormone tiroideo... Abbiamo progettato uno studio caso-controllo abbinato individualmente per indagare se l'esposizione a perfluoroottanoato (PFOA), sulfonato perfluoroesano (PFHxS), e perfluorottano sulfonato (PFOS) è stato associato con hypothyroxinemia nelle donne in gravidanza da Edmonton, Alberta, Canada, nel 2005-2006; le analisi indicano che le concentrazioni di PFA nella popolazione di donne incinte non sono associate con hypothyroxinemia.

CONCLUSIONI: Gli attuali risultati quindi non supportano un nesso causale tra l'esposizione PFA e hypothyroxinemia materna nella popolazione studiata.”

Per leggere l'abstract della ricerca clicca qui.

 

4) Pubblicazione del German Federal Institute for Risk Assessment, Department of Food Safety,Max-Dohrn-Str. 8-10, 10589, Berlin (27 marzo 2018)

“Le sostanze perfluoroalchilate (PFAS), perfluorooctanesolfonico acido (PFOS) e acido perfluoroottanoico (PFOA) sono utilizzate per la fabbricazione di repellenti. L'uso di PFOS e PFOA era limitato a causa della loro proprietà reprotossiche e della loro persistenza ambientale. Pertanto, l'industria passa a PFAS alternativi, ma, a differenza di PFOA e PFOS, sono pochi i dati tossicologici disponibili per i loro sostituti. Il meccanismo molecolare alla base della tossicità riproduttiva di PFOA e PFOS è in gran parte sconosciuto.
Dai test condotti emerge che la secrezione di estrone e la secrezione di progesterone sono marginalmente aumentate dal PFOA, ma tali effetti sono stati osservati solo a concentrazioni superiori a 10μM: nessun effetto sugli endpoint molecolari endocrini a concentrazioni uguali o inferiori a 10μM. Così, come le concentrazioni di siero nel sangue dei diversi PFAS nella popolazione generale occidentale sono nel range di 10nM o meno, i risultati suggeriscono che PFAS potrebbe non esercitare effetti endocrini nell'uomo a concentrazioni rilevanti per l'esposizione in base agli endpoint molecolari esaminati in questo studio.”

Per leggere l'abstract della pubblicazione clicca qui.

 

 

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Australia, panel di esperti conferma: prove limitate o nulle sugli effetti dei pfas sulla salute. Servono ulteriori studi a lungo termine

FB Title: Australia, panel di esperti conferma: prove limitate o nulle sugli effetti di pfas sulla salute

Nell'ottobre 2017 è stato istituito un panel di esperti nel settore ambientale, tossicologico, epidemiologico e della salute pubblica, per supportare il governo australiano nella valutazione degli effettivi rischi accertati associati all'esposizione dell'uomo a sostanze chimiche per e polifluoralchiliche, note come Pfas. In Australia l'inquinamento più consistente da queste sostanze è nelle basi militari e zone limitrofe, a causa della presenza di pfas nelle schiume anti incendio in uso fin dagli anni '70. Gradualmente l'uso delle schiume è stato eliminato, ma ha lasciato una diffusa contaminazione nel suolo, nelle falde acquifere e nelle acque superficiali attorno ad alcune basi militari. 

In seguito alle rivelazioni sulla contaminazione, ai residenti che vivono nei pressi delle basi militari sono stati offerti esami del sangue e monitoraggi oltre che approvvigionamenti idrici alternativi a quelli contaminati. 

Dal rapporto di indagine presentato ai media il 7 maggio 2018 si legge: "E' importante sottolineare che non ci sono prove attuali di un grande impatto sulla salute umana dovuto ad alti livelli di esposizione ai Pfas". Esclusa inoltre la correlazione a un rischio complessivo di maggiore esposizione a patologie di natura cancerogena.

Il gruppo di studio, nonostante abbia confermato che le prove tra esposizione ai pfas e collegamenti a patologie siano deboli e incoerenti, ritiene sia doveroso non eslcudere eventuali possibili interazioni, già note ad altri studi, ed evinte in base ai dati in possesso; come l'aumento di colesterolo, l'aumento dei livelli di acido urico nel sangue o alterazione degli ormoni tiroidei. Il gruppo, relativamente a queste possibili relazioni, sostiene anche però che nei soggetti esposti ad alti livelli di pfas, i risultati di queste incidenze sembravano essere comunque nella norma se confrontati con i dati totali della popolazione.

Il panel di esperti ha informato il ministro della salute federale Greg Hunt che ad oggi, qualsiasi screening sanitario effettuato su persone esposte ai pfas dovrebbe essere realizzato solo a scopo di ricerca, in quanto le decisioni dei funzionari della sanità pubblica in merito alla regolamentazione o alla prevenzione relativa ai pfas dovrebbero basarsi ad oggi principalmente solo sulle prove scientifiche che confermano il bioaccumulo di queste sostanze, unica cosa accertata al momento. Il gruppo australiano di esperti ha suggerito di realizzare studi a lungo termine per ridurre il rischio di ottenere dati parziali e fomentare la confusione informativa.

Il rapporto è stato fornito alla ricerca sanitaria e medica nazionale.

Qui il link al documento originale con le conclusioni dello studio presentate ai media il 7 maggio 2018, dopo essersi riunito tre volte tra ottobre 2017 e febbraio 2018, conducendo un ampio lavoro fuori sessione.

 Qui il link all'articolo sul network abc.net.au da cui abbiamo tratto la notizia.

Qui il link alla fonte della notizia sul sito del governo australiano.

 

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Incidenza tumori da Pfas è fake news, lo ribadisce l'assessore alla sanità Coletto

 1 MARZO, TESTO TRATTO DA AGENZIA ITALPRESS

 E' on line il nuovo sito web istituzionale del Registro Tumori del VENETO (RTV): esso rendera' disponibile a tutti gli interessati (cittadinanza, decisori sanitari, mondo scientifico) il patrimonio informativo del Registro.

Il sito web pubblica i dati epidemiologici dei tumori della popolazione residente nel VENETO con dettagli che riguardano l'eta' degli ammalati, il sesso, la sede del tumore, la residenza. Sono presentati i principali indicatori epidemiologici: incidenza (nuovi casi registrati), andamenti temporali, sopravvivenza, prevalenza. Gli indicatori sono stati calcolati utilizzando metodi statistici coerenti con le piu' solide esperienze internazionali.

Il nuovo sito web e' l'ultimo passo per dimostrarne la efficienza: esso estende ai cittadini e ai tecnici informazioni di cui molti sono curiosi e altrettanti scientificamente interessati." Dei 46 Registri Tumori operativi in Italia, dei quali 5 regionali e gli altri di area piu' ristretta, il Registro Tumori del VENETO e' divenuto il piu' grande lo scorso novembre e, ad oggi, e' riuscito a censire e studiare il 96% dell'intera popolazione veneta, contro una media nazionale che si ferma al 62%.

 

UNO STUDIO DELLA REGIONE HA PERMESSO DI SMENTIRE I PROFESSIONISTI DAL 'FAKE'

ESCLUDENDO UNA MAGGIORE INCIDENZA DEI TUMORI NELL'AREA INQUINATA

"In una Regione dove per scelta non esiste un tetto alla spesa oncologica, e lo dico con orgoglio - sottolinea l'Assessore regionale alla Sanita' - non poteva mancare, tra le varie eccellenze in oncologia, come lo Iov e la Rete Oncologica Veneta, un Registro Tumori efficiente, capace di essere supporto scientifico fondamentale per la clinica, per la cura, per le situazioni impreviste come fu nel caso dei Pfas, quando proprio uno studio del Registro permise di smentire i 'professionisti del fake' escludendo una maggiore incidenza dei tumori nell'area inquinata, e' fondamentale.

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(ANSA) Pfas: indagine Acque del Chiampo Spa, valori nella norma

 Pfas: indagine Acque del Chiampo Spa, valori nella norma Eseguite in 40 utenze pubbliche tra scuole e impianti

(ANSA) - ARZIGNANO (VICENZA), 1 MAR - Risultano all'interno dei limiti di performance per i parametri indicati dall'Istituto Superiore di Sanita', e anche per i valori piu' restrittivi definiti dalla delibera della Giunta Regionale dello scorso 3 ottobre, gli esiti dell'indagine sulla presenza di Pfas nell'acqua distribuita dall'azienda Acque del Chiampo Spa alle utenze pubbliche di Arzignano.

Lo rende noto oggi il sindaco, Giorgio Gentilin. L'indagine e' stata condotta a dicembre e gennaio, su richiesta del Comune di Arzignano, in seguito a numerose richieste pervenute da scuole e altri soggetti. "Tale indagine era doverosa - sottolinea Gentilin in una nota - e considerate le mie funzioni e responsabilita' in quanto sindaco in materia di emergenze sanitarie e di igiene pubblica, necessaria per monitorare la presenza delle sostanze perfluoroalchiliche nell'acqua utilizzata nei luoghi di pubblica utilita' e nelle scuole. E' stata preziosa ed efficiente la collaborazione di Acque del Chiampo, che ha eseguito una rilevazione straordinaria in maniera gratuita e puntuale". Le analisi effettuate gratuitamente dal Laboratorio di Acque del Chiampo Spa hanno riguardato l'acqua distribuita a 40 utenze destinate a servizi di pubblica utilita' tra cui scuole, scuole d'infanzia e asili nido, strutture ricreative per anziani, 13 impianti sportivi comunali e parrocchiali, impianti natatori, Kartodromo e sede municipale. Le ultime rilevazioni di rete verranno inviate con la prossima bolletta e sono gia' disponibili nel sito internet della societa'.

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Analisi Pfas. Le precisazioni di Arpav in merito ad alcune dichiarazioni del Comitato no pfas Motagnana

COMUNICATO STAMPA ARPAV:

In merito alle dichiarazioni del Comitato Zero Pfas di Montagnana che chiede che le analisi dei Pfas nell’acqua potabile siano effettuate da un ente terzo accreditato, si precisa che ARPAV è ente terzo e accreditato in quanto dotato di personalità giuridica pubblica, di autonomia amministrativa, tecnica, patrimoniale e contabile.

Come recita la legge istitutiva “ARPAV opera per la tutela, il controllo, il recupero dell’ambiente e per la prevenzione e promozione della salute collettiva”. Inoltre ARPAV può fornire altre prestazioni, subordinatamente all’espletamento dei compiti di istituto, purché tali attività non risultino incompatibili con l’esigenza di imparzialità nell’esercizio delle attività tecniche di controllo ad essa affidate.

La terzietà delle Agenzie Ambientali è stata rafforzata nel 2016 con l’istituzione del Sistema Nazionale a rete per la protezione dell’ambiente che ha messo in rete i laboratori accreditati delle agenzie per armonizzare i sistemi di conoscenza, di monitoraggio e di controllo delle matrici ambientali. Di conseguenza lo scorso dicembre il Consiglio regionale del Veneto ha modificato la legge di ARPAV riconoscendole maggiore autonomia economica e finanziaria per il raggiungimento delle prestazioni tecniche ambientali.

Per quanto riguarda il controllo delle acque potabili, la legge attribuisce ad ARPAV i controlli analitici delle acque destinate al consumo umano per la verifica del rispetto dei requisiti. I laboratori ARPAV dal 2000 sono accreditati con numero 0838 e l'elenco delle prove è consultabile sul sito di ACCREDIA. L'accreditamento prevede che tutte le attività dei laboratori siano soggette a verifica almeno annuale da parte di un team di tecnici esterni.

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