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Lo scorso anno la “marcia dei Pfiori” è stata un'occasione di confronto sereno. I lavoratori Miteni hanno incontrato i manifestanti con la consapevolezza di tutti che informarsi, capire, dialogare è il punto di partenza per risolvere i problemi.

L’ 11 gennaio scorso il tribunale Superiore delle acque ha emesso una sentenza che accerta una realtà ben diversa da quella rappresentata in questi mesi: la presenza dei Pfas a catena lunga che preoccupa la popolazione va affrontata con il censimento entro settembre e la depurazione degli scarichi delle centinaia di aziende che oggi in Veneto li usano per la loro produzione. Miteni non è mai nemmeno citata. Del resto non produciamo più da anni quelle sostanze e stiamo effettuando le bonifiche in accordo con Arpav per eliminare le eredità del secolo scorso che abbiamo scoperto fuori dal nostro sito.

Perché fare una manifestazione davanti alla Miteni adesso?
Notiamo con preoccupazione che la manifestazione quest’anno viene promossa e avrà la presenza anche di quelle organizzazioni che lo scorso marzo hanno messo a repentaglio la sicurezza del territorio e della popolazione con un’incursione squadrista in azienda, minacciando i lavoratori e accendendo fiaccole a ridosso dei depositi chimici dello stabilimento. Per questo motivo domenica, per la sicurezza di tutti, non potremo aprire l’azienda ai manifestanti come abbiamo fatto lo scorso anno e ne siamo molto dispiaciuti.

La presenza dei Pfas nelle acque non riguarda solo il Veneto. Nonostante sia stato chiaramente scritto dai giudici che il problema oggi non è Miteni ma un utilizzo diffuso di queste sostanze nell'industria, c’è evidentemente chi ha interesse a strumentalizzare la buona fede della popolazione ignorando le sentenze, usando la violenza invece del dialogo, fino ad infiltrarsi in manifestazioni per alimentare un sentimento ostile che soprattutto oggi, alla luce dei fatti, non ha più motivo di esistere.

Antonio Nardone
Amministratore delegato Miteni