Questo sito utilizza cookies di profilazione, proprie e di terze parti per fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi accettate le cookies qui menzionate.

  • 1

Informazione e dati delle emissioni aggiornati e certificati ogni mese. Il sito miteninforma.it online da oggi con decine di documenti per conoscere i Pfas. Una sezione di domande e risposte aperta a tutti. 

Illustrate le azioni di depurazione della falda sotto lo stabilimento contenute nel piano operativo consegnato a istituzioni e enti venerdì scorso. 

 

L’azienda scrive alle istituzioni perché venga istituito un tavolo tecnico pubblico privato che permetta di condividere la conoscenza su queste molecole. 

Vicenza, 30 maggio 2016. “Un nuovo sito con tutte le informazioni e i dati delle nostre emissioni e completa disponibilità per condividere la nostra conoscenza con le istituzioni, gli enti e i cittadini del territorio”. Lo ha annunciato oggi Antonio Nardone amministratore delegato di Miteni Spa in un incontro con la stampa presso la sede di Confindustria Vicenza. 

Nardone ha presentato il nuovo sito miteninforma.it con tre novità: le tabelle delle emissioni dello stabilimento aggiornate ogni mese e certificate da un istituto accreditato; la pubblicazione di un’ampia documentazione internazionale sui Pfas prodotta da organismi pubblici e in congressi in tutto il mondo; la sezione di domande e risposte dove sono pubblicate le domande di maggiore attualità con la possibilità da parte di tutti di sottoporne di nuove per ottenere risposte che troveranno spazio sempre nella sezione. 

“Ritengo che condividere la nostra conoscenza su un tema così complesso sia un dovere” ha detto Nardone . “Sul territorio c’è voglia di informazione e di sapere. Abbiamo voluto raccogliere le informazioni scientifiche accreditate, senza commenti o opinioni, affinché tutti coloro che lo desiderano possano capire qual’è lo stato dall’arte della conoscenza delle molecole Pfas e del loro impatto sulla salute e l’ambiente”. 

Nardone ha anche spiegato la volontarietà con la quale è iniziata nel 2013 l'attività di analisi della falda sotto la Miteni e gli interventi pattuiti e approvati dagli enti. Nei giorni scorsi è stato presentato un nuovo piano di interventi nel documento di messa in sicurezza operativa (Miso), documento che sarà discusso nelle prossime settimane nella conferenza dei servizi. Il piano implementa la rete di pozzi della barriera idraulica esistente con nuovi pozzi e nuovi filtri per aumentarne le capacità anche in condizioni estreme, sulla base di un costante confronto e collaborazione con l’Agenzia regionale per l’ambiente. 

  

Sempre sul piano della collaborazione con istituzioni e enti, l’amministratore delegato ha annunciato di avere formalmente proposto la convocazione di un tavolo tecnico pubblico/privato nel quale l’azienda è pronta a condividere tutti i dati e la conoscenza sul comportamento dei Pfas sull’esempio di quanto accade da tempo negli altri Paesi. “Dal 1995 Miteni partecipa a tavoli internazionali di aggiornamento sui Pfas che aiutano a conoscere e comprendere come delle molecole così utilizzate in molti settori produttivi si comportino nell’ambiente e nell’uomo. Ci sono centinaia di studi e ricerche che diventano sempre più accurati con il migliorare della tecnologia di analisi. Stiamo parlando di molecole in concentrazioni così piccole che fino a pochi anni fa non erano nemmeno rilevabili strumentalmente. Dal 2005 lavoriamo con le unversità di tutta Europa nel progetto Perforce,  Perfluorinated Organic Compounds in the European Environment.  Dal 2007 collaboriamo con il ministero dell’Ambiente tedesco per definire il documento di risk assessment. Anche in Italia già nel 2001 presentammo al ministro dell’Ambiente i dati e le informazioni sulla produzione di Pfas e negli anni successivi abbiamo dato il nostro contributo all’Istituto superiore di sanità in occasione di congressi internazionali e nel 2008 abbiamo condiviso la valutazione del rischio. Siamo a disposizione per portare questa nostra conoscenza nelle sedi istituzionali. Ritengo che in situazioni delicate come queste debba prevalere su tutto la fiducia nelle istituzioni e negli organi di controllo. Da parte nostra siamo sempre stati disponibili alla collaborazione nella massima trasparenza e sarà nostra priorità continuare su questa strada." 

E’ bene ricordare - ha concluso Nardone - che i Pfas sono molecole di grande utilità, impiegate in Italia da migliaia di imprese per prodotti tecnici, medicali, di uso comune. La regolamentazione deve essere rigorosa ma anche coerente con i rischi conosciuti o potenziali. Oggi si stanno proponendo limiti zero o mille volte più restrittivi di quelli previsti per il cianuro o il per il cromo e questo non ha alcuna razionalità”.