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Pfas e ambiente

 

Le diverse tipologie di Pfas hanno nell’ambiente un comportamento molto diverso tra loro.
I Pfas più persistenti, come i Pfos e Pfoa si è scoperto recentemente che possono permanere nell’ambiente a lungo, anche per anni, e quindi comportare un accumulo di queste sostanze.
Le ricerche si sono svolte in particolare dall’inizio del 2000, anche per la difficoltà di misurare le quantità piccolissime (nanogrammi) che possono trovarsi nelle acque, per cui è stato necessario sviluppare una tecnologia di analisi specifica, messa a punto tra l’altro nei laboratori Miteni.

LE NORME AMBIENTALI
Nel 2010 viene emessa una raccomandazione europa sull’utilizzo dei Pfas a catena lunga (Pfos e Pfoa). A seguito della raccomandazione Miteni nel 2011 interrompe la produzione di questi Pfas. Solo nel 2012 i Pfos e Pfoa vengono inseriti nell’elenco di sostanze potenzialmente tossiche dell’organizzazione mondiale della sanità. Dal 2011 Miteni produce esclusivamente Pfas a catena corta che non sono bioaccumulabili nell'uomo.
Solo recentemente, dal 2014, ISS ha emesso valori di performance sui sistemi di trattamento delle acque potabili adottate solo in Veneto.
I Pfas non sono inclusi dalla normativa vigente fra i parametri da ricercare nelle acque potabili (D.lvo 31/2001).

MANCANZA DI RISCHIO IMMEDIATO
L'Istituto Superiore di Sanità ha rassicurato sulla mancanza di un rischio immediato per la popolazione esposta, ma a scopo cautelativo ha consigliato l'adozione di misure di trattamento delle acque potabili per l'abbattimento delle sostanze e di prevenzione e controllo delle filiera idrica delle acque destinate al consumo umano nei territori interessati.(ULSS Verona)  

I LIMITI PER LO STABILIMENTO
In assenza di limiti specifici allo scarico, per i Pfas, in passato, veniva preso come riferimento il limite dei tensioattivi (saponi) in quanto simili per caratteristiche chimico-fisiche. Dal 2007, a seguito dell'individuazione di una nuova tecnologia, La Miteni ha iniziato una serie di investitimenti, su base volontaria in impianti di trattamento per l'abbattimento delle concentrazioni allo scarico dei Pfas. Successive raccomandazioni hanno suggerito concentrazioni via via inferiori. Le acque trattate sono inviate al consorzio di bonifica a cui spetta l compito di fissare le concentrazioni degli scarichi che l’azienda deve rispettare. Le acque di raffreddamento, che non vengono mai a contatto con i prodotti, sono scaricate nel torrente Poscola dopo trattamento con carboni attivi rispettando i recenti limiti per le acque potabili posti dall'AIA.

 


Per approfondire:

Il rischio ecologico dei Pfas - Laura Marziali, Fabrizio Stefani

Valori parametrici per l’acqua potabile o livello di esposizone tollerabile a Pfos e Pfoa secondoi diversi enti regolatori

Perfluorinated Chemicals, especially Perfluorinated Alkyl Sulfonates and Carboxylats: European Distribution and Legislation