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Domande e risposte

Pfas è la sigla delle sostanze perfluoro alchiliche. Si tratta di una famiglia di molecole chimiche molto ampia con caratteristiche diverse a seconda della loro struttura. I due Pfas di cui si parla di più sono il Pfos e il Pfoa perché la loro lunghezza strutturale li rende molto persistenti nell’ambiente e quindi tendono ad accumularsi. Queste molecole non sono più prodotte da Miteni dal 2011.

Sono utilizzate principalmente per rendere resistenti ai grassi e all'acqua vari materiali come tessuti, tappeti, carta, rivestimenti per contenitori di alimenti; sono ampiamente utilizzate in applicazioni civili e industriali. Il loro utilizzo comprende le protezioni antincendio perché sono ritardanti di fiamma, negli isolanti, nelle tute dei vigili del fuoco, e anche in medicina come veicolo per i farmaci. Molti dei prodotti di uso quotidiano contengono Pfas.

L’istituto superiore di sanità del ministero della salute ha ribadito che nella letteratura scientifica mondiale non esiste documentazione di causa effetto dei Pfas per alcuna patologia, sia tossica sia tumorale. Vista la lunga persistenza di alcune di queste molecole nell’ambiente, fin dagli anni Novanta la comunità scientifica internazionale ha deciso di fare studi approfonditi per verificare gli effetti a lungo termine. L’organizzazione mondiale della sanità sulla base della documentazione scientifica ha classificato il Pfoa, cioè quello dei Pfas oggi sotto attenzione pubblica, nella categoria di rischio 2B la stessa in cui sono catalogate le onde radio dei cellulari. Per comprendere il grado di rischio basti pensare che la carne rossa e la caffeina sono in classe 2A, cioè sono considerate più pericolose dei Pfoa.

Nel 2013 le conoscenze sull’utilizzo dei Pfas erano molto diverse da quelle attuali. Arpav ha rilevato che eravamo e siamo gli unici produttori ma ci sono centinaia di aziende sul territorio che li utilizzano, anche importandoli o comprandoli da importatori. Sappiamo che oggi si stanno cercando altre fonti di Pfas e ragionevolmente è stata fatta una mappa di tutte le aziende della zona che usano quelle molecole considerate più a rischio e che noi non produciamo più dal 2011.

Per fare i campionamenti di terreno e acque di falda nello stabilimento sono stati fatti oltre 70 perforazioni oltre a indagini geofisiche. Se ci fosse qualcosa sepolto lo avremmo ragionevolmente trovato. Inoltre la concentrazione nella falda sta diminuendo, indice che le azioni di depurazione messe in opera funzionano e che non ci sono nuove immissioni.

Le acque utilizzate per il raffreddamento sono depurate da sistemi a copolimeri e carboni, fino a renderle assimilabili a quelle potabili e immesse nel torrente che scorre vicino allo stabilimento. Le acque delle lavorazioni vengono depurate con filtri a carbone scaricate in rete fognaria secondo le caratteristiche indicate dal Gestore.

Da quando abbiamo acquisito la Miteni, le acque di lavorazione sono state sempre trattate e inviate al consorzio di bonifica secondo le norme vigenti e le regole indicate dal consorzio. L’azienda è collegata al consorzio dalla metà degli anni ’80. Negli ultimi cinque anni in cui sono stati prodotti Pfos e Pfoa, i reflui venivano raccolti e inviati all’esterno per essere trattati in appositi impianti, non venivano immessi nell’ambiente.

Abbiamo tutti i documenti e anche la storia di molti lavoratori che sono qui da decenni che ci rendono confidenti che non vi siano mai state irregolarità nella gestione di questa azienda anche prima dell’arrivo dell’attuale proprietà.

Miteni Spa è una società che fa parte di WeylChem Group controllata da International Chemicals Investors Group (ICIG) che ha rilevato lo stabilimento di Trissino nel 2009.

Le indagini mediche sui nostri lavoratori, pubblicate su riviste scientifiche internazionali, rivelano che il tasso di Pfas nel sangue sta calando rapidamente e che non ci sono patologie correlate all’esposizione. Questo è un dato che tranquillizza noi per i nostri lavoratori e deve essere molto tranquillizzante per tutta la popolazione che ha una esposizione centinaia di volte inferiore. 

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